L’enterprise risk management
Si scrive rischio, si legge opportunità e sostenibilità
“Rischiooo”
Quanti di voi ricordano questa frase pronunciata da Mike Bongiorno nel suo famosissimo Telequiz degli anni 70 “Rischiatutto”?
Nel tabellone delle domande era una delle caselle che consentivano al concorrente che le avesse selezionate di poter puntare una cifra a sua scelta e che, in caso di risposta errata o esatta, potevano capovolgere completamente la classifica e il montepremi dei giocatori, determinandone sconfitta o vittoria.
Per raggiungere un obiettivo, affrontare un percorso di cambiamento e di crescita che porti al successo, è indiscutibile che si corrano o si debbano correre dei rischi e indubbiamente, tanto più è importante o di valore l’obiettivo o il risultato che vogliamo perseguire, quanto più elevati ed impattanti sono i rischi; saperli individuare e governare è la chiave di volta.
Quasi sempre il “rischio” viene considerato come un elemento negativo, soprattutto se associato ai cambiamenti.
Conoscere e gestire il RISCHIO rappresenta, non solo un’OPPORTUNITÀ, ma anche un elemento di SOSTENIBILITÀ; la connessione è l’argomento del nostro articolo e di seguito cercheremo di fornirvi i perché.
Prima di tutto però, è necessario chiarire cosa si intenda per Enterprise Risk Management (di seguito ERM). Introdotto nel 2000 e “normato” con la ISO 31000* e 31010 viene definito come “il governo di tutti i rischi interni ed esterni che riguardano qualsiasi organizzazione (di ogni tipo e dimensione) e che possono compromettere il raggiungimento degli obiettivi aziendali e la continuità del business”.
LA VISIONE A 360° E “RISK BASED APPROACH”, IL RUOLO STRATEGICO DELL’ ERM
La “visione a 360°” di tutta l’organizzazione aziendale e la valutazione di tutti i rischi (Compliance, Operativi, Strategici, Finanziari e Puri) connessi al modello di business ed ai processi aziendali, consentono di delineare un quadro d’insieme dell’azienda.
Spesso infatti viene rappresentato con l’immagine dell’Iceberg, per la capacità di individuare, anche e soprattutto, gli ambiti e gli aspetti non facilmente visibili, non conosciuti o non percepiti, ma che possono avere un impatto notevole sia in relazione agli obiettivi che alla continuità aziendale.
Si parla di “risk based approach” proprio perché l’approccio è l’aspetto fondamentale in termini di:
- valutazione dei rischi in relazione alla loro natura ed alla fonte e non in relazione al loro impatto; non a caso vengono presi in esame anche quegli eventi che, solo per puro caso, non hanno prodotto effetti (near misses);
- definizione di possibili scenari di rischio e di impatto; quella che chiamiamo filosofia del “SE” in relazione, non a qualcosa che “avremmo potuto fare” ma a ciò che potrebbe accadere;
Il modo in cui gestiremo i rischi sarà determinante; visione d’insieme ed approccio consentiranno di agire in via preventiva, mettendo in atto azioni per eliminare o mitigare gli impatti negativi (per quei rischi che per loro natura non sono eliminabili), ma soprattutto di ottimizzare e migliorare l’organizzazione ed i processi aziendali, di ridurre i costi, di produrre valore ed aumentare il fatturato.
Non a caso nel 2015 tutte le nuove normative ISO hanno recepito i dettami della ISO 31000 in relazione alla struttura ed all’approccio, introducendo il concetto di Rischio come Opportunità.
È facile comprendere quindi come l’ERM ricopra, all’interno dell’azienda, un ruolo “centrico” rispetto a tutta l’organizzazione e di supporto fondamentale e “strategico” per il Board ed il Management.
Soprattutto se consideriamo i forti cambiamenti che riguardano il mondo in generale e le aziende, di cui abbiamo parlato nella precedente Newsletter di Hubacus.
Da quelli climatici sempre più impattanti, al cyber risk e soprattutto alla compliance normativa sempre più stringente e tra cui vale la pena citare quella riferita alla Crisi d’Impresa.
L’ERM rappresenta un elemento applicabile ad ogni contesto e la figura del Risk Manager diviene sempre più fondamentale e necessaria sia all’interno dell’azienda che, se ci riferiamo all’ ambito consulenziale, per affiancare gli altri professionisti (commercialisti, avvocati, ecc.).
Al percorso di cambiamento che le aziende stanno affrontando e che dovranno affrontare è connesso il secondo PERCHE’ che ci proietta al 2030 e che si chiama SOSTENIBILITÀ
VERSO IL 2030 OBIETTIVO SOSTENIBILITÀ
Ormai conosciamo da tempo cosa si intenda per Sostenibilità e i 17 quadratini colorati che rappresentano gli obiettivi posti dall’ ONU.
Si parla di “rischi correlati E.S.G. “che riguardano Ambiente, Sociale e Governance che impongono la valutazione dell’impatto che si produce verso l’esterno (inside-out).
Per tale motivo l’ERM è stato riconosciuto nel 2017 quale framework di riferimento per l’analisi dei rischi ESG, in quanto per sua natura la valutazione ERM, già prevede la valutazione di tutti gli impatti sia dall’esterno verso l’interno (outside-in) che viceversa, consentendo di determinare l’Analisi di Doppia Materialità”.
L’ERM diventa importante, non solo come processo di valutazione dei rischi e degli impatti, in quanto, grazie al suo approccio OLISTICO, amplia il focus dell’azienda in termini di valori, business ed obiettivi e indiscutibilmente rappresenta una delle risposte importanti per contribuire allo sviluppo alla crescita ed al futuro delle aziende.
Mike Bongiorno…risponderebbe RISPOSTA ESATTA e soprattutto ALLEGRIA.
